TAROCCHI CAMOIN - sito ufficiale
Scuola di Tarocchi Camoin
Philippe Camoin e un studente monaco buddistaCerto di una tradizione autentica e secolare legata ai Maestri di Carte Marsigliesi, di cui è l’ultimo erede, Philippe Camoin ha inventato un nuovo metodo d’insegnamento e di lettura dei Tarocchi di Marsiglia, adattato al XXI secolo e alla nostra società dei consumi basata sull’immagine e sulla iper tecnologia. Questo insegnamento, unico al mondo, pone oggi i Tarocchi alla portata di tutti coloro che credono in una forza invisibile nascosta dietro al Destino.
La parte teorica di questo metodo spiega il funzionamento segreto dei Tarocchi, in rapporto alla Sincronicità, attraverso il semplice studio delle relazioni fra i simboli. Si tratta di una ginnastica mentale spirituale e intuitiva che rende più efficace la nostra intelligenza razionale.
La parte pratica concerne un nuovo metodo di lettura dei Tarocchi, semplice ed infallibile.Utlizza un sistema unico, basato sull’osservazione dei simboli che porta ad una interpretazione precisa e incredibile. Non solo questo metodo non stanca, ma funziona come un esercizio, per mezzo delle nostre capacità mentali, che rigenera sia il tarologo che il consultante.
Il metodo Philippe Camoin è uno strumento privilegiato e preciso che può aiutare capi d’impresa e persone che detengono un potere decisionale, sia che si tratti di domande professionali, generali o sentimentali. Ad una sola condizione: credere nell’Esistenza di un‘Intelligenza Superiore che possiamo chiamare Dio…
Cartomanzia o Tarologia?Che differenza c'è tra cartomanzia e tarologia? E che cos'è dunque la tarologia? Per rispondere a tali quesiti, è necessario puntualizzare prima di tutto alcuni concetti legati ai Tarocchi. I Tarocchi sono uno strumento da utilizzare esclusivamente per la lettura del futuro? Il loro uso è solo a carattere divinatorio? La parola cartomanzia, etimologicamente, è composta da due termini: carta e manteìa. Quest'ultima parola significa divinazione. Quindi, cartomanzia vuol dire divinare, l'indovinare, il predire il futuro attraverso la lettura delle carte. I Tarocchi si manifestano sotto forma di carte. Come già esposto altrove, a Marsiglia nel XIVsecolo, presso l'Abbazia di San Vittore, per i monaci era proibito dedicarsi al gioco di carte all'interno della cinta dell'Abbazia stessa, a causa del loro frenetico entusiasmo, e quello degli stessi nobili, per questo tipo di gioco. L'Abbazia di San Vittore a Marsiglia
Nel 1337, viene menzionato il divieto, negli statuti di questa Abbazia, di giocare al "Paginae"(in latino: pergamena, pagina, carta). (continua)
Tarocchi: il Museo di BergamoAccademia Carrara
L'Accademia Carrara, uno dei musei più prestigiosi d'Italia, vanta una pinacoteca con oltre 1800 dipinti, testimonianze dei secoli compresi tra il XV ed il XIX di artisti quali Pisanello, Botticelli, Giovanni Bellini, Mantegna, Raffaello, Moroni, Baschenis, Fra Galgario, Tiepolo, Canaletto e Piccio...(continua)
I Tarocchi e Court de Gebelin
I Tarocchi di Mantegna
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Corsi di TarocchiCorsi di Tarocchi proposti dalla Scuola Italiana di Tarocchi di Marsiglia Philippe Camoin
Rappresenta, di fatto, una genesi: la nascita di una nuova visione dei Tarocchi, che conduce ad una interpretazione di queste carte, di queste icone, non solo completamente differente rispetto al passato, ma, ed è questo l'aspetto essenziale, caratterizzata da una precisione ed un rigore impensabili fino ad oggi... In pratica Alejandro Jodorowsky e Philippe Camoin, nel corso dei diversi anni trascorsi in totale segretezza e dedizione, hanno unito, compenetrato le loro rispettive conoscenze ed i loro sforzi, per giungere al completo restauro dei Tarocchi.
I Tarocchi "detti di Carlo VI"
Tarocchi: il Museo Egizio di TorinoPer visitare il sito del Museo, cliccate qui. Il Museo Egizio di Torino è, come quello del Cairo, dedicato esclusivamente all'arte e alla cultura dell'Egitto antico. Molti studiosi di fama internazionale, il primo dei quali fu il decifratore dei geroglifici egizi, Jean-François Champollion, che giunse a Torino nel 1824, si dedicano allo studio delle sue collezioni, confermando così quanto scrisse Champollion: «La strada per Menfi e Tebe passa da Torino». (continua)
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