In questa sezione ci proponiamo di offrire informazioni relative ad alcuni mazzi di Tarocchi che, nel corso dei secoli, hanno destato un particolare interesse, soprattutto dal punto di vista storico e, potremmo dire, filologico. Non solo questo, tuttavia. Infatti abbiamo già evidenziato altrove che dal nostro punto di vista la scienza che nel corso dei secoli ha consentito di tramandare le immagini dei tarocchi, si basava da un lato su una tradizione determinata dai disegni dei simboli stessi, trasmessi per immagini appunto; dall'altro sussisteva una tradizione orale che frequentemente conservava, potremmo dire come "per sentito dire", le vestigia della tradizione scritta. Spesso dunque sono queste stesse vestigia a ritrovarsi nelle figure di tali mazzi, come se l'oralità garantisse, in luogo dell'assenza visiva del simbolo, un ricordo dello stesso.
Ecco di seguito un chiaro esempio: nella carta dell'Eremita, durante i corsi della
Scuola di Tarocchi Camoin, viene spiegato agli allievi che tale Arcano (numero VIIII), reca con sè la nozione di tempo: vari sono i codici a conferma di questa affermazione. E così, nella tradizione orale, in cui certamente la caratteristica di tale lama doveva essere ben conosciuta, ne ritroviamo la presenza che si manifesta nella rappresentazione, evidentemente da parte di non-iniziati al simbolismo, di un Eremita che tiene in mano, anziché una lanterna, una clessidra! È come se oralmente si fosse conservato il senso corretto, laddove il simbolo disegnato (la lanterna) era stato progressivamente dimenticato e smarrito, venendo dunque sostituito da un simbolo veicolante il significato tramandato oralmente.